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Microimprese e PPWR: quando sei esentato e quando no, obbligo per obbligo

Piccola bottega MICROIMPRESA con MENO DI 10 ADDETTI sotto una lente, lista di obblighi con spunte e croci ESENTE e NON ESENTE
La bottega MICROIMPRESA con MENO DI 10 ADDETTI sotto la lente d'ingrandimento: spunte e croci dividono gli obblighi in ESENTE e NON ESENTE.

Microimprese e PPWR: le esenzioni esistono, ma sono poche e puntuali. Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) non esonera in blocco chi ha meno di 10 addetti. Lo alleggerisce in quattro punti: la dichiarazione di conformità, il riutilizzo del 2030, l'asporto e la plastica monouso nel locale. Tutto il resto vale anche per te.

Microimprese e PPWR: esiste un'esenzione generale?

No. Né il PPWR né la direttiva 2008/98/CE sui rifiuti prevedono un'esenzione generale per le microimprese (FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1, interpretazione non vincolante). Le FAQ sono le risposte della Commissione europea alle domande più frequenti: aiutano a leggere la norma, ma non la sostituiscono.

Il regolamento nomina la microimpresa in pochi articoli, con quattro effetti diversi:

  1. La dichiarazione di conformità UE (DoC) dell'imballaggio con il tuo marchio passa al fornitore del tuo stesso Stato membro (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b).
  2. Niente obiettivi di riutilizzo 2030 fino a 1.000 kg di imballaggi l'anno (art. 29, par. 13).
  3. Niente offerta di riutilizzabili nell'asporto (art. 33, par. 4).
  4. Una deroga sulla plastica monouso nel locale, solo se la concede lo Stato (art. 25, par. 4).

La definizione è sempre quella della raccomandazione 2003/361/CE nella versione applicabile all'11 febbraio 2025. È un rinvio fisso: se la raccomandazione cambierà, per il PPWR conterà il testo di quel giorno.

Obbligo per obbligo: la tabella delle esenzioni per le microimprese

Ecco la mappa completa, obbligo per obbligo.

ObbligoVale per la microimpresa?Eccezione o alleggerimentoFonteDa quando
Valutazione, documentazione tecnica e DoC dell'imballaggio con il tuo marchioDipende dal fornitoreFornitore nel tuo stesso Stato membro: il fabbricante è luiart. 3, par. 1, punto 13, lett. b); art. 15, par. 1212 agosto 2026
Imballaggio che rivendi con il tuo marchioDipende dal fornitoreFornitore situato nell'Unione: il fabbricante è luiart. 21, secondo comma12 agosto 2026
Registrazione e dati per la responsabilità estesa del produttore (EPR)SìDati semplificati sotto 10 t l'anno per Stato membro. Obbligo al fornitore dello stesso Stato membro se il fabbricante è luiart. 44; Allegato IX, parte B; FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1Con i registri dei produttori
Riutilizzo degli imballaggi per il trasportoNo, sotto sogliaEsente nell'anno con non più di 1.000 kg di imballaggi nello Stato membroart. 29, par. 1-3 e 131° gennaio 2030
10 % di bevande in riutilizzabileNo, sotto sogliaEsente fino a 1.000 kg, o con superficie di vendita fino a 100 m²art. 29, par. 6, 10 e 131° gennaio 2030
Offerta di riutilizzabili nell'asportoNoMicroimpresa esentataart. 33, par. 412 febbraio 2028
Contenitore del cliente nell'asportoSìNessunaart. 3212 febbraio 2027
Plastica monouso consumata nel localeSì, salvo derogaLo Stato può ammetterla per le microimpreseart. 25, par. 4; Allegato V, punto 31° gennaio 2030
Altri formati vietati dall'Allegato VSìNessunaart. 25, par. 11° gennaio 2030
Metalli pesanti e PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche)SìNessunaart. 5, par. 4 e 512 agosto 2026
Etichetta di cernita e simbolo EPR digitaleSìNessunaart. 12, par. 1 e 912 agosto 2028 o 24 mesi dopo l'atto; simbolo entro il 12 febbraio 2027
Deposito cauzionale su bottiglie di plastica e lattineSìNessunaart. 50, par. 1 e 2Stati membri entro il 1° gennaio 2029
Regole della ricarica (vendita sfusa)SìIl 10 % di superficie per la ricarica vale solo sopra 400 m²art. 2812 agosto 2026; 400 m² dal 2030
Verifiche del distributore, tracciabilità, spazio vuotoSìNessunaartt. 19, 22 e 2412 agosto 2026; spazio vuoto dal 12 febbraio 2028

Come leggerla: "No" vuol dire che l'obbligo non ti tocca, alle condizioni della terza colonna; "Dipende dal fornitore", che lo porta un altro; "Sì", che vale come per una grande azienda.

Chi firma la dichiarazione di conformità se sei microimpresa?

La firma il fornitore quando l'imballaggio porta il tuo marchio e lui ha sede nel tuo stesso Stato membro. In quel caso il fabbricante è lui (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b).

Di regola il fabbricante è chi fa produrre l'imballaggio con il proprio marchio: valuta la conformità, prepara la documentazione tecnica e firma la DoC (art. 3, par. 1, punto 13, lett. a). Per la microimpresa questo pacchetto passa al fornitore (art. 15, par. 12). Vale anche per chi rivende con il proprio marchio un imballaggio comprato da altri (art. 21, secondo comma). Passa al fornitore anche l'obbligo di ridurre al minimo le sostanze che destano preoccupazione (FAQ 2ª ed., sez. III, n. 11, non vincolante).

Il test si fa su chi mette il marchio. Il fornitore può essere anche un grande gruppo (Comunicazione della Commissione C/2026/3084, sez. 2, interpretazione non vincolante). Il caso del fornitore in un altro Stato membro non è chiarito: lo trovi nell'approfondimento microimpresa: la DoC la fa il fornitore o io?. Se il fornitore sei tu, leggi la guida per cartotecniche e scatolifici.

La microimpresa è esente dall'EPR?

No. Il produttore ai fini EPR è chi mette a disposizione per la prima volta un imballaggio in uno Stato membro e ne finanzia la gestione come rifiuto. Anche se è piccolissimo, si registra e comunica i dati (FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1, non vincolante).

Gli alleggerimenti sono due. Il primo vale per tutti i piccoli produttori: sotto le 10 tonnellate l'anno per Stato membro i dati al registro sono semplificati, divisi solo per materiale (art. 44; Allegato IX, parte B, punto 2). Il secondo segue la DoC. Per la Commissione, la microimpresa fabbricante che è anche produttore è esonerata dall'EPR se il fornitore dei materiali è nel suo stesso Stato membro. L'obbligo passa al fornitore (FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1, non vincolante).

Fabbricante e produttore restano ruoli diversi: puoi non essere l'uno e restare l'altro (art. 3, par. 1, punti 13 e 15; C/2026/3084, sez. 3, non vincolante). I registri dei produttori previsti dal PPWR non sono ancora partiti: nel frattempo restano gli adempimenti CONAI di oggi. Le date sono nella pagina delle scadenze PPWR.

Obiettivi di riutilizzo 2030: quando scatta l'esenzione dei 1.000 kg?

Scatta nell'anno civile in cui sei microimpresa e metti a disposizione, in uno Stato membro, non più di 1.000 kg di imballaggi (art. 29, par. 13). Servono tutte e due le condizioni. Si verificano anno per anno e Stato per Stato.

Per una microimpresa è l'esenzione più utile sugli imballaggi del 2030. Sotto soglia, ti evita tre obiettivi:

  • Trasporto, 40 %. Dal 1° gennaio 2030 almeno il 40 % di pallet, casse di plastica, fusti e taniche che usi per spedire deve essere riutilizzabile, in un sistema di riutilizzo (art. 29, par. 1). L'obbligo è di chi usa gli imballaggi, non di chi li fabbrica (C/2026/3084, sez. 20, non vincolante).
  • Trasporto, 100 %. Tra i tuoi siti e nelle consegne ad altre imprese dello stesso Stato membro la quota sale al 100 % (art. 29, par. 2 e 3).
  • Bevande, 10 %. Chi vende bevande al consumatore, bar e ristoranti compresi, ne mette a disposizione almeno il 10 % in imballaggi riutilizzabili, con alcune categorie escluse (art. 29, par. 6; FAQ 2ª ed., sez. XIII, n. 14, non vincolante). È esente anche chi ha una superficie di vendita fino a 100 m², qualunque sia la sua dimensione (art. 29, par. 10).

Le scatole di cartone sono comunque escluse dagli obiettivi sul trasporto (art. 29, par. 4, lett. d). Sopra i 1.000 kg, gli obiettivi valgono anche per te.

La soglia può cambiare con un atto delegato della Commissione, che può anche creare esenzioni aggiuntive (art. 29, par. 13 e 18). Al 24 settembre 2026 l'unico adottato è la Decisione delegata (UE) 2026/429: esenta film e reggette per pallet dal riutilizzo al 100 %, per tutti. Per casse, pallet e film vedi la guida sugli imballaggi riutilizzabili nella meccanica.

Bar e asporto: quale obbligo salta per la microimpresa e quale no?

Salta l'offerta di imballaggi riutilizzabili, resta il contenitore del cliente. Sulla plastica monouso servita ai tavoli decide lo Stato.

Offerta di riutilizzabili: la microimpresa è esentata

Entro il 12 febbraio 2028 bar, ristoranti e catering che vendono bevande o cibi pronti da asporto devono offrire anche un imballaggio riutilizzabile, in un sistema di riutilizzo. Prezzo e condizioni non possono essere peggiori del monouso, e servono cartelli ben visibili (art. 33, par. 1-3). Le microimprese sono esentate (art. 33, par. 4).

Contenitore del cliente: vale anche per te

Entro il 12 febbraio 2027 gli stessi esercizi devono permettere al cliente di portare il proprio contenitore, senza farlo pagare di più e con cartelli informativi (art. 32). Qui non c'è alcuna esenzione per le microimprese.

Plastica monouso nel locale: decide lo Stato

Dal 1° gennaio 2030 è vietata la plastica monouso per cibi e bevande consumati nel locale, tavoli all'aperto compresi. Vale per vassoi, piatti, bicchieri, sacchetti e scatole (Allegato V, punto 3). Sono esentate le strutture senza accesso all'acqua potabile. Per le microimprese lo Stato può ammettere una deroga. Serve però la prova che non è tecnicamente fattibile farne a meno o accedere all'infrastruttura di un sistema di riutilizzo (art. 25, par. 4). Senza una decisione dello Stato, la deroga non c'è.

Il quadro completo è nella guida su bar, ristoranti, contenitore proprio e riutilizzabili.

Cosa devi fare comunque, anche da microimpresa

Per le piccole imprese, gli obblighi PPWR sull'imballaggio in sé restano tutti. Il regolamento guarda al prodotto, non alla dimensione di chi lo vende.

  • Sostanze. Dal 12 agosto 2026 piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, sommati, non superano 100 mg/kg (art. 5, par. 4). Negli imballaggi a contatto con alimenti i PFAS restano sotto 25 ppb, 250 ppb e 50 ppm, con tre criteri diversi (art. 5, par. 5). Vedi PFAS negli imballaggi alimentari.
  • Formati vietati. Dal 1° gennaio 2030 valgono per tutti i divieti dell'Allegato V (art. 25, par. 1). Due esempi: plastica monouso per meno di 1,5 kg di frutta e verdura fresca, monoporzioni di plastica di salse e zucchero nei locali.
  • Etichette. L'etichetta di cernita sui materiali parte dal 12 agosto 2028, o 24 mesi dopo l'atto della Commissione se posteriore (art. 12, par. 1). Entro il 12 febbraio 2027 il simbolo che segnala il rispetto degli obblighi EPR potrà essere solo digitale, per esempio in un codice QR (art. 12, par. 9). Vedi etichetta di cernita e sigle dei materiali.
  • Deposito cauzionale. Entro il 1° gennaio 2029 gli Stati membri attivano il deposito per bottiglie di plastica monouso e lattine per bevande fino a 3 litri (art. 50, par. 1 e 2). Non ci sono esenzioni per dimensione.
  • Verifiche e tracciabilità. Prima di vendere controlli iscrizione del produttore al registro, etichetta e dati di identificazione del fabbricante (art. 19, par. 2). E sai dire chi ti ha fornito gli imballaggi: per 5 anni se monouso, 10 se riutilizzabili (art. 22).
  • Spazio vuoto. Ne risponde chi riempie (FAQ 2ª ed., sez. XI, n. 1, non vincolante). Dal 12 febbraio 2028 va ridotto al minimo negli imballaggi di vendita (art. 24, par. 4). Dal 2030, o più tardi se l'atto della Commissione ritarda, il massimo è il 50 % negli imballaggi raggruppati, da trasporto e per l'e-commerce (art. 24, par. 1).

Sei davvero microimpresa? Il test in 4 passi

Prima di contare su un'esenzione, fai il test e mettilo per iscritto, con data e documenti.

  1. Conta le persone. Devono essere meno di 10 (C/2026/3084, sez. 2, non vincolante).
  2. Controlla i numeri economici. Fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non oltre 2 milioni di euro: ne basta uno.
  3. Somma le imprese collegate o associate. I loro dati si aggiungono ai tuoi (art. 3, par. 2 e 3, dell'allegato alla raccomandazione). Nel franchising si sommano anche i dati dell'affiliante, se ha il 25 % o più del capitale o dei diritti di voto o se esercita un controllo o un'influenza decisiva (C/2026/3084, sez. 2, non vincolante).
  4. Usa il testo giusto e ripeti il conto. Vale la raccomandazione applicabile all'11 febbraio 2025. Per i 1.000 kg la verifica si rifà ogni anno, Stato per Stato (art. 29, par. 13).

Cosa fare adesso, passo per passo

  1. Fai il test di microimpresa sugli ultimi dati di bilancio, imprese collegate comprese. Lo fa l'amministrazione, in un giorno.
  2. Elenca gli imballaggi con il tuo marchio e la sede di ogni fornitore. Lo fa l'ufficio acquisti, in una settimana.
  3. Chiedi e archivia la DoC dei fornitori del tuo Stato membro che diventano fabbricanti (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b).
  4. Pesa gli imballaggi messi a disposizione nell'anno, Stato per Stato. Ti serve per i 1.000 kg e per le 10 tonnellate.
  5. Chiedi ai fornitori i dati su metalli pesanti e PFAS (art. 5, par. 4 e 5).
  6. Organizza i controlli prima della vendita e l'elenco di fornitori e clienti (artt. 19 e 22).
  7. Segna in agenda 12 febbraio 2027, 12 febbraio 2028 e 1° gennaio 2030. Poi ripeti il test ogni anno.

Errori da evitare

  • Dire "sono piccolo, il PPWR non mi riguarda". L'esenzione generale non esiste.
  • Contare solo i dipendenti. Servono anche fatturato o bilancio entro 2 milioni, con le imprese collegate.
  • Confondere DoC ed EPR. La DoC può passare al fornitore; l'EPR segue regole sue.
  • Credere che l'esenzione dell'asporto copra tutto. Salta l'offerta di riutilizzabili, non il contenitore del cliente.
  • Contare sulla deroga per la plastica nel locale. Esiste solo se la decide lo Stato.

Da ricordare

  • Nessuna esenzione generale per le microimprese, né dal PPWR né dall'EPR.
  • Microimpresa: meno di 10 persone e fatturato o bilancio fino a 2 milioni di euro, imprese collegate comprese.
  • DoC al fornitore del tuo stesso Stato membro (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b).
  • Riutilizzo 2030: esente nell'anno con non più di 1.000 kg di imballaggi (art. 29, par. 13).
  • Asporto: esente dall'offerta di riutilizzabili, non dal contenitore del cliente (artt. 32 e 33).
  • Sostanze, formati vietati, etichette, deposito, verifiche e spazio vuoto: nessuno sconto.

I termini tecnici sono nel glossario. Se non sai ancora che ruolo hai, leggi fabbricante, importatore o distributore: chi sei nella filiera e la checklist degli obblighi per i 5 ruoli.

Domande frequenti

Le microimprese sono esenti dal PPWR?
No. Non esiste un'esenzione generale né nel PPWR né nell'EPR (FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1, non vincolante). Ci sono solo quattro agevolazioni puntuali, ognuna con condizioni precise.

Quali sono le esenzioni PPWR per le microimprese?
Quattro: DoC al fornitore del tuo stesso Stato membro (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b); niente obiettivi di riutilizzo fino a 1.000 kg l'anno (art. 29, par. 13); niente offerta di riutilizzabili nell'asporto (art. 33, par. 4); deroga sulla plastica monouso nel locale, se la decide lo Stato (art. 25, par. 4).

Una microimpresa deve iscriversi al registro dei produttori EPR?
Sì, se è produttore. Sotto le 10 tonnellate l'anno per Stato membro i dati sono semplificati (Allegato IX, parte B, punto 2). L'obbligo passa al fornitore solo se è nello stesso Stato membro della microimpresa fabbricante (FAQ 2ª ed., sez. XVIII, n. 1, non vincolante).

Le microimprese devono rispettare gli obiettivi di riutilizzo del 2030?
No, nell'anno in cui mettono a disposizione in uno Stato membro non più di 1.000 kg di imballaggi (art. 29, par. 13). Sopra soglia, gli obiettivi del 2030 valgono anche per loro.

Un bar microimpresa deve offrire imballaggi riutilizzabili per l'asporto?
No: l'obbligo di offrirli entro il 12 febbraio 2028 non si applica alle microimprese (art. 33, par. 4). Il bar deve però accettare il contenitore del cliente entro il 12 febbraio 2027 (art. 32).

I limiti su PFAS e metalli pesanti valgono anche per le microimprese?
Sì, dal 12 agosto 2026 e per ogni imballaggio (art. 5, par. 4 e 5). Se il fabbricante è il fornitore, i dati li chiedi a lui.

Prossimo passo

Ogni esenzione della microimpresa dipende dal ruolo che hai nella filiera: fabbricante, distributore, distributore finale. Fai il PPWR Check gratuito: scopri qual è il tuo ruolo nella filiera in 10 domande.

Fonti

  • Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), art. 3, par. 1, punti 13), lett. a) e b), e 15); artt. 5 (par. 1, 4 e 5), 12 (par. 1 e 9), 15 (par. 12), 19 (par. 2 e 3), 21, 22, 24 (par. 1 e 4), 25 (par. 1 e 4), 28, 29 (par. 1-4, 6, 10, 13 e 18), 32, 33 (par. 1-4), 44, 50 (par. 1 e 2); Allegato V, punti 2, 3 e 4; Allegato IX, parte B, punto 2. Permalink: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj
  • Raccomandazione 2003/361/CE nella versione applicabile all'11 febbraio 2025 (definizione di microimpresa; art. 3, par. 2 e 3, dell'allegato per imprese collegate, associate e franchising).
  • Decisione delegata (UE) 2026/429 della Commissione del 25 febbraio 2026 (film e reggette per pallet esentati dall'art. 29, par. 2 e 3).
  • Comunicazione della Commissione C/2026/3084 (GUUE 10 giugno 2026), sez. 2, 3 e 20: interpretazione non vincolante.
  • FAQ PPWR, 2ª edizione (agosto 2026; Ufficio delle pubblicazioni, 30 luglio 2026; ISBN 978-92-68-42316-5), sez. II, n. 8; sez. III, n. 11; sez. XI, n. 1; sez. XIII, n. 14; sez. XVIII, n. 1: interpretazione non vincolante.
Scritto dalla Redazione Osservatorio Imballaggi. Aggiornato il 29/09/2026.