PPWRCaso pratico · 18 minuti

Obblighi fornitore imballaggi PPWR: cartotecnica e scatolificio, cosa dare ai clienti e quando la DoC tocca a te

Pila di fustellati piatti, scatola neutra, scatola col marchio generico del cliente, cartellina DATI ART. 16 verso il cliente
Fustellati piatti, una scatola neutra, una scatola con il marchio del cliente e la cartellina DATI ART. 16 che parte verso il cliente.

Gli obblighi del fornitore di imballaggi PPWR (Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio), per una cartotecnica, sono soprattutto informativi. Devi dare ai clienti i dati che servono alla loro dichiarazione di conformità (art. 16). In due casi però la firmi tu: la scatola da trasporto neutra del tuo catalogo e la scatola con il marchio di un cliente microimpresa del tuo Stato membro.

Il caso: una cartotecnica con 25 addetti e 400 clienti

Prendiamo una cartotecnica italiana con 25 addetti. I numeri sono un esempio. Ha 400 clienti: 150 sono microimprese come panifici, pasticcerie, cantine e negozi, gli altri industrie alimentari e aziende meccaniche. Quasi tutti sono in Italia; 20 sono in Austria.

Il catalogo ha 60 modelli standard: scatole americane neutre per la spedizione, vassoi e scatole da pasticceria. Poi ci sono 300 referenze stampate con il logo del cliente, 170 delle quali per microimprese, e 100 scatole su misura senza stampa. Molte partono come fustellati piatti, cioè fogli già tagliati e cordonati che il cliente piega.

Chi è il fornitore di imballaggi e quali obblighi ha con il PPWR?

Il fornitore è chi fornisce imballaggi o materiali di imballaggio a un fabbricante (art. 3, par. 1, punto 16). Il fabbricante, cioè chi risponde della conformità e firma la DoC, è di regola il cliente che mette il proprio marchio sulla scatola (art. 3, par. 1, punto 13, lett. a).

Il fornitore deve dare al fabbricante tutte le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità, compresa la documentazione tecnica dell'Allegato VII (art. 16, par. 1). Le consegna in lingue di facile comprensione per lui, su carta o in digitale. Senza quei dati il cliente non può costruire il suo fascicolo (considerando 77). Se la scatola è sensibile al contatto, cioè destinata ad alimenti, cosmetici, farmaci e prodotti simili (art. 3, par. 1, punto 49), si aggiungono i documenti delle norme di quei settori (art. 16, par. 2).

Per le FAQ della Commissione, interpretazione non vincolante, il fornitore non può rifiutarsi di consegnare la documentazione (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 4). Non firma la DoC e non deve marcare la scatola con tipo o lotto, compito del fabbricante; in pratica però sarà spesso lui a stampare il lotto in produzione (sez. X, n. 3).

Quando lo scatolificio firma la dichiarazione di conformità?

Quando la scatola è un prodotto suo e non del cliente. Per la guida interpretativa della Commissione (Comunicazione C/2026/3084, non vincolante) in ogni filiera c'è un solo fabbricante, unico responsabile della conformità, chiunque abbia scritto la DoC (sez. 2 e 3). I casi sono tre.

1. Scatola da trasporto neutra di catalogo: firmi tu. Per il trasporto il fabbricante è di norma chi produce l'imballaggio, salvo che l'utilizzatore ci metta il proprio marchio (C/2026/3084, sez. 2, non vincolante). Il ruolo si decide quando l'imballaggio vuoto è in forma finale, e la scatola piatta da piegare lo è già (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 5, non vincolante). L'etichetta di spedizione del cliente non è un marchio.

2. Scatola con il marchio di una microimpresa dello stesso Stato membro: firmi tu. Se chi fa fabbricare con il proprio marchio è una microimpresa e il fornitore è nello stesso Stato membro, il fabbricante è il fornitore (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b). Vale anche se la microimpresa sceglie una scatola standard del catalogo (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 6, non vincolante).

3. Scatola da trasporto su misura senza marchio: firma il cliente. Il fabbricante è chi fa l'ordine e decide le specifiche, perché le caratteristiche derivano dal suo prodotto (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 14, non vincolante). La cartotecnica resta fornitore e gli consegna la documentazione tecnica (art. 16).

ReferenzaChi è il fabbricanteCosa fa la cartotecnica
Scatola stampata con il marchio di un cliente non microimpresaIl clienteDà dati e documentazione tecnica
Scatola stampata con il marchio di una microimpresa dello stesso Stato membroLa cartotecnicaValutazione, documentazione tecnica e DoC
Scatola da trasporto neutra di catalogo, anche in fustellato piattoLa cartotecnicaValutazione, documentazione tecnica e DoC
Scatola da trasporto su misura senza marchioIl cliente che decide le specificheDà la documentazione tecnica

Come leggere la tabella: il ruolo cambia da referenza a referenza, secondo il marchio, chi decide le specifiche e la dimensione del cliente.

Clienti microimprese: quando la DoC tocca alla cartotecnica?

Quando ci sono tutte e tre le condizioni: la scatola porta il marchio del cliente, il cliente è una microimpresa, e tu sei nello stesso Stato membro (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b). Se il cliente non è microimpresa, o è in un altro Stato membro, la DoC con il suo marchio resta a lui.

Microimpresa è l'impresa con meno di 10 persone e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro (C/2026/3084, sez. 2, non vincolante). Vale la raccomandazione 2003/361/CE nella versione applicabile all'11 febbraio 2025. Si contano anche le imprese collegate: un negozio in franchising può non essere microimpresa se l'affiliante ne controlla il 25 per cento o più. Il test si fa sul titolare del marchio: la dimensione della cartotecnica non conta.

Nel nostro caso, per le 160 referenze dei clienti microimpresa italiani il fabbricante è la cartotecnica. Per le 10 dei clienti austriaci la definizione non sposta il ruolo, ma l'art. 15, par. 12, parla di fornitore situato "nell'Unione" e il punto non è chiarito: serve un accordo scritto. Il dettaglio è nell'articolo sulla microimpresa e la dichiarazione del fornitore.

Cosa deve fare il fornitore quando diventa fabbricante?

Gli stessi obblighi di qualsiasi fabbricante, senza sconti (art. 15).

  • Una DoC per tipo di imballaggio, con un'identificazione univoca: non una per tutto il catalogo, né una per consegna (Allegato VII, punto 4).
  • Tipo o lotto sulla scatola, o nel documento di accompagnamento se manca lo spazio (art. 15, par. 5; FAQ 2ª ed., sez. X, n. 8, non vincolante).
  • Nome o marchio registrato, un solo indirizzo postale e i recapiti elettronici se ci sono, sulla scatola o tramite codice QR (art. 15, par. 6).
  • Conservazione di documentazione tecnica e DoC per 5 anni, 10 per il riutilizzabile (art. 15, par. 3).
  • Misure correttive immediate e documenti alle autorità entro 10 giorni (art. 15, par. 8 e 10).

Quando sei fabbricante per la pasticceria, sulla scatola vanno i tuoi dati, anche se il logo è del cliente (art. 15, par. 6). E le scatole da trasporto sono immesse sul mercato quando le vendi vuote (C/2026/3084, sez. 5, non vincolante): la DoC deve esistere prima della consegna. Come si compila lo spiega la guida alla dichiarazione di conformità PPWR.

Quali dati tecnici deve preparare il fornitore per ogni scatola?

Quelli che dimostrano la conformità, chiunque sia il fabbricante: prepara una sola scheda per referenza.

DatoPer quali scatoleRiferimento
Composizione, pesi e disegni dei componentiTutteAllegato VII, punto 2
Metalli pesantiTutteArt. 5, par. 4
Minimizzazione delle sostanze che destano preoccupazioneTutteArt. 5, par. 1
PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche)Solo a contatto con alimentiArt. 5, par. 5
Riciclabilità secondo la EN 13430:2004TutteC/2026/3084, sez. 6 (non vincolante)
Contenuto riciclatoSolo parti in plastica, dal 2030Art. 7

Come leggere la tabella: le prime cinque righe valgono già oggi, l'ultima solo per finestre e film in plastica.

Metalli pesanti. La somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non supera 100 mg/kg (art. 5, par. 4). Il limite vale per l'unità intera, inchiostri, colle e adesivi compresi: si prova la scatola stampata, non il solo cartone (FAQ 2ª ed., sez. III, n. 17, non vincolante). Le FAQ raccomandano il rapporto tecnico CR 13695-1:2000 (sez. III, n. 10).

Sostanze che destano preoccupazione. Dal 12 agosto 2026 ogni imballaggio deve ridurle al minimo (art. 5, par. 1; FAQ 2ª ed., sez. III, nn. 7 e 12, non vincolante). Il metodo indicato è l'allegato C della norma EN 13428:2004, usabile finché non esce quella aggiornata (sez. III, nn. 8 e 9).

PFAS, solo a contatto con alimenti. I limiti sono 25 ppb (parti per miliardo) per singola PFAS, 250 ppb per la somma e 50 ppm (parti per milione) comprese le polimeriche (art. 5, par. 5). Oltre 50 mg/kg di fluoro totale, chi produce il materiale deve provare, su richiesta, quanto fluoro è PFAS (lett. c, rettificata il 28 novembre 2025). La Commissione suggerisce di partire dal fluoro totale; il riciclato non ha eccezioni e non c'è esaurimento scorte (C/2026/3084, sez. 5, non vincolante). Dettagli nell'articolo sui limiti PFAS negli imballaggi alimentari.

Riciclabilità. Fino alle regole di progettazione per il riciclaggio, che si applicheranno dal 1° gennaio 2030 o più tardi, bastano i requisiti della direttiva 94/62/CE e norme come la EN 13430:2004 (C/2026/3084, sez. 6, non vincolante). Le classi A, B e C non valgono ancora: vedi l'articolo sulla riciclabilità per classi.

Scatole da trasporto: chi è il produttore EPR?

Per le scatole neutre vendute vuote nello stesso Stato membro, il produttore ai fini della responsabilità estesa del produttore (EPR) è la cartotecnica. È un ruolo diverso dal fabbricante: il produttore si iscrive al registro e paga i contributi per la gestione dei rifiuti di imballaggio (art. 3, par. 1, punto 15). Per il trasporto è chi, stabilito in uno Stato membro, mette l'imballaggio a disposizione per la prima volta in quello Stato (lett. a).

La Commissione usa proprio l'esempio delle scatole di cartone (C/2026/3084, sez. 3; FAQ 2ª ed., sez. II, n. 9, non vincolanti).

PassaggioChi è il produttore
A (la cartotecnica) vende scatole neutre vuote a B, nello stesso Stato membroA, anche se le scatole sono piatte
Le scatole portano il marchio di BB, salvo che B sia una microimpresa dello stesso Stato membro: allora A
B vende le scatole piene all'impresa C in un altro Stato membroC, in quello Stato
Le scatole sono esportate fuori dall'UnioneNessuno

Come leggere la tabella: il produttore cambia con il marchio, i confini attraversati e il luogo in cui la scatola diventerà rifiuto.

Come si incrociano le due catene lo spiega l'articolo su fabbricante, importatore e distributore nella filiera.

Come organizzare il pacchetto documentale per ogni cliente?

Con un modello unico in due versioni: la versione "fornitore" va ai clienti fabbricanti, la versione "fabbricante" resta nel tuo archivio con documentazione tecnica e DoC firmata. I blocchi sono sei:

  1. Scheda ruolo: marchio sì o no, cliente microimpresa sì o no, Stato membro, chi ha deciso le specifiche. Confermata dal cliente per iscritto.
  2. Scheda tecnica: materiali, grammature, peso di ogni componente, disegno, codice di tipo o lotto.
  3. Sostanze: prove sui metalli pesanti, valutazione di minimizzazione, prova PFAS se la scatola tocca alimenti.
  4. Riciclabilità e plastica: valutazione secondo la EN 13430:2004; per finestre e film, polimero, peso e quota sull'unità.
  5. Documenti di settore per gli imballaggi sensibili al contatto (art. 16, par. 2).
  6. Aggiornamenti: avviso scritto a ogni cambio di carta, colla, inchiostro o fornitore, perché il fabbricante deve rivalutare (art. 15, par. 4).

La lingua deve essere di facile comprensione per chi riceve (art. 16, par. 1): per i clienti austriaci prevedi una versione dedicata. La riservatezza non giustifica il silenzio: disegni e materiali dei componenti devono stare nel fascicolo del fabbricante. I dati sensibili si tutelano secondo il diritto dell'Unione e degli Stati membri (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 10, non vincolante). Il contenuto del fascicolo è nella guida alla documentazione tecnica PPWR.

Cosa fare adesso, passo per passo

  1. Classifica le referenze attive per ruolo, fornitore o fabbricante. Lo fanno ufficio tecnico e commerciale in due settimane, dall'anagrafica clienti (art. 3, par. 1, punto 13).
  2. Censisci i clienti microimpresa che comprano scatole con il proprio marchio, con Stato membro e dimensione dichiarata per iscritto (lett. b).
  3. Scrivi nella conferma d'ordine delle scatole neutre e su misura chi ha deciso le specifiche (C/2026/3084, sez. 2, non vincolante).
  4. Prepara la scheda tecnica standard per ogni tipo (art. 5; art. 16).
  5. Chiedi a cartiere e fornitori di colle e inchiostri i dati mancanti, a partire dal fluoro totale per le carte destinate agli alimenti (art. 5, par. 5).
  6. Completa valutazione, documentazione tecnica e una DoC per tipo per le referenze in cui sei fabbricante, prima della consegna, con i tuoi dati e il lotto sulla scatola (art. 15, par. 2, 5 e 6).
  7. Archivia tutto per 5 o 10 anni, pronto per le autorità entro 10 giorni (art. 15, par. 3 e 10). Il PPWR Check ti aiuta a non dimenticare un ruolo.

Errori da evitare

  • Firmare la DoC al posto del cliente con marchio proprio: il fabbricante è lui, anche se i dati li hai scritti tu (art. 3, par. 1, punto 13, lett. a; FAQ 2ª ed., sez. X, n. 9, non vincolante).
  • Negare i dati per riservatezza: l'art. 16 ti obbliga (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 4, non vincolante).
  • Fare una DoC "ombrello" per il catalogo: la DoC si fa per tipo (Allegato VII, punto 4).
  • Provare solo il cartone: metalli pesanti e PFAS si valutano sulla scatola con inchiostri e colle (FAQ 2ª ed., sez. III, n. 17, non vincolante).
  • Lasciare solo i dati del cliente sulla scatola della microimpresa: se il fabbricante sei tu, servono i tuoi (art. 15, par. 6).

Da ricordare

  • Il fornitore dà al fabbricante dati e documentazione tecnica e non può rifiutare (art. 16, par. 1; FAQ 2ª ed., sez. X, n. 4, non vincolante).
  • Scatola da trasporto neutra di catalogo, anche piatta: fabbricante è chi la produce (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 5, non vincolante).
  • Marchio di una microimpresa dello stesso Stato membro: fabbricante è il fornitore (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b).
  • Scatola su misura senza marchio: fabbricante è chi decide le specifiche (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 14, non vincolante).
  • Metalli pesanti per tutte le scatole, PFAS solo a contatto con alimenti, riciclato solo per la plastica.
  • Fabbricante e produttore EPR sono ruoli distinti (art. 3, par. 1, punti 13 e 15).

I termini tecnici sono nel glossario; gli obblighi di ogni ruolo nella checklist dei cinque ruoli della filiera.

Domande frequenti

Quali sono gli obblighi del fornitore di imballaggi con il PPWR?
Dare al cliente fabbricante tutte le informazioni e i documenti per dimostrare la conformità, documentazione tecnica compresa, in una lingua per lui comprensibile (art. 16, par. 1), più i documenti di settore per gli imballaggi sensibili al contatto (par. 2). Non può rifiutare (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 4, non vincolante).

Lo scatolificio deve fare la dichiarazione di conformità?
Di regola no: la firma il cliente che mette il proprio marchio sulla scatola (art. 3, par. 1, punto 13, lett. a). Lo scatolificio la firma per le scatole da trasporto neutre del suo catalogo (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 5, non vincolante) e per quelle con il marchio di una microimpresa dello stesso Stato membro (lett. b).

Se un panificio microimpresa fa stampare il suo logo sulla scatola, chi è il fabbricante?
La cartotecnica, se è nello stesso Stato membro del panificio (art. 3, par. 1, punto 13, lett. b), anche se il panificio sceglie una scatola standard del catalogo (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 6, non vincolante).

Chi è il fabbricante di una scatola da trasporto su misura senza marchio?
Il cliente che la ordina e ne decide le specifiche (FAQ 2ª ed., sez. X, n. 14, non vincolante). La cartotecnica resta fornitore e gli consegna la documentazione tecnica (art. 16).

Quali dati tecnici deve preparare una cartotecnica per ogni scatola?
Composizione e pesi, metalli pesanti (somma entro 100 mg/kg, art. 5, par. 4), minimizzazione delle sostanze che destano preoccupazione (art. 5, par. 1), PFAS se la scatola tocca alimenti (art. 5, par. 5) e riciclabilità secondo la EN 13430:2004 (C/2026/3084, sez. 6, non vincolante).

La cartotecnica è produttore EPR delle scatole da trasporto che vende?
Sì, se vende scatole neutre vuote a un cliente dello stesso Stato membro (C/2026/3084, sez. 3; FAQ 2ª ed., sez. II, n. 9, non vincolanti). Se le vende a un'impresa di un altro Stato membro che le riempie, il produttore in quello Stato è quell'impresa.

Prossimo passo

Per le referenze in cui il fabbricante sei tu, il Toolkit DoC PPWR contiene il modello sull'Allegato VIII, le istruzioni passo passo e 3 esempi compilati. Costa 149 euro + IVA.

Fonti

  • Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), art. 3, par. 1, punti 13), 15), 16) e 49); art. 5, par. 1, 4 e 5; art. 6; art. 7, par. 5, lett. b); art. 15, par. 2-6, 8, 10 e 12; art. 16, par. 1 e 2; artt. 38 e 39; considerando (77); Allegati VII e VIII. Permalink: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj
  • Raccomandazione 2003/361/CE (microimpresa), nella versione applicabile all'11 febbraio 2025.
  • Rettifica del Reg. (UE) 2025/40, GU L 2025/90971 del 28 novembre 2025 (art. 5, par. 5, lett. c).
  • Comunicazione della Commissione C/2026/3084 (GUUE 10 giugno 2026), sez. 2, 3, 5 e 6: interpretazione non vincolante.
  • FAQ PPWR, 2ª edizione (agosto 2026; Ufficio delle pubblicazioni, 30 luglio 2026; ISBN 978-92-68-42316-5), sez. II, nn. 5, 6 e 9; sez. III, nn. 7, 8, 9, 10, 12 e 17; sez. V, nn. 5 e 7; sez. X, nn. 3, 4, 8, 9, 10 e 14: interpretazione non vincolante.
Scritto dalla Redazione Osservatorio Imballaggi. Aggiornato il 29/09/2026.