Riciclabilità imballaggi PPWR: le classi A, B e C e cosa fare prima del 2030
La riciclabilità degli imballaggi nel PPWR, il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, è obbligatoria dal 12 agosto 2026. Per ora, però, si dimostra con le regole della direttiva 94/62/CE. Le classi A, B e C arrivano dal 1° gennaio 2030, o 24 mesi dopo gli atti delegati se più tardi: sotto la C si esce dal mercato. Dal 2038 servirà almeno la B.
Cosa vuol dire "riciclabile" per il PPWR?
Un imballaggio è riciclabile se rispetta due condizioni: è progettato per il riciclaggio e, quando diventa rifiuto, viene raccolto, selezionato e riciclato su scala (art. 6, par. 2).
Progettare per il riciclaggio significa progettare ogni componente per processi di raccolta, cernita e riciclaggio consolidati e sperimentati in impianti reali (art. 3, par. 1, punto 37). Il materiale riciclato deve poter sostituire la materia prima vergine (art. 6, par. 2, lett. a).
Riciclato su scala significa che la categoria dell'imballaggio viene davvero riciclata, ogni anno, per almeno il 55 per cento a livello di Unione. Per il legno basta il 30 per cento (art. 3, par. 1, punto 39). Conta il dato europeo, non il tasso del Paese in cui vendi (FAQ PPWR 2ª ed., sez. IV, nn. 5 e 7, interpretazione non vincolante). Compostaggio e recupero di energia non sono riciclaggio (art. 3, par. 1, punto 40).
Riciclabilità imballaggi PPWR: cosa vale già dal 12 agosto 2026?
Dal 12 agosto 2026 vale l'obbligo generale: tutti gli imballaggi immessi sul mercato sono riciclabili (art. 6, par. 1). Per dimostrarlo, però, oggi bastano le regole della vecchia direttiva imballaggi.
Fino ai nuovi criteri di progettazione rispetti solo i requisiti della direttiva 94/62/CE e le norme armonizzate collegate, come la EN 13430:2004. Prima degli atti delegati non è dovuta nemmeno la valutazione di conformità sulla riciclabilità dell'art. 38 e dell'Allegato VII (C/2026/3084, sez. 6, interpretazione non vincolante). È il regime ponte.
Gli atti delegati sono le regole di dettaglio che la Commissione adotta dopo il regolamento. Quelli sulla riciclabilità sono attesi entro il 1° gennaio 2028 (art. 6, par. 4). Al 24 settembre 2026 non risultano adottati.
Nella dichiarazione di conformità UE (DoC), il documento con cui il fabbricante attesta il rispetto del PPWR, puoi quindi richiamare la EN 13430:2004. Le classi non sono ancora applicabili. Per il resto vedi la guida alla dichiarazione di conformità PPWR e cosa vale dal 12 agosto 2026.
Cosa sono le classi di riciclabilità A, B e C?
Sono i tre livelli di riciclabilità dell'imballaggio, che il fabbricante calcola sull'unità intera in percentuale del peso (art. 6, par. 3; Allegato II, tabella 3).
| Classe | Valutazione per unità, in peso | Fino a quando è ammessa |
|---|---|---|
| A | pari o superiore al 95 % | Anche dal 2038 |
| B | pari o superiore all'80 % | Anche dal 2038 |
| C | pari o superiore al 70 % | Fino al 31 dicembre 2037 |
| Sotto la C | inferiore al 70 %: "tecnicamente non riciclabile" | Fuori mercato dal 1° gennaio 2030, o 24 mesi dopo gli atti delegati se più tardi |
Come leggere la tabella: al centro le soglie dell'Allegato II, a destra fino a quando la classe ti consente di immettere l'imballaggio sul mercato.
Dal 2035 alla progettazione si aggiunge il riciclato su scala (considerando 28). Lo misurerà un metodo fissato con atti di esecuzione, cioè regole applicative della Commissione, attesi entro il 1° gennaio 2030 (art. 6, par. 5).
Conta il peso dell'unità intera: un componente piccolo ma incompatibile con il riciclo può far scendere di classe tutta l'unità (Allegato II, tabella 3).
In quale delle 22 categorie dell'Allegato II rientra il tuo imballaggio?
Lo dice la tabella 1 dell'Allegato II: 22 categorie per materiale prevalente, tipo, formato e colore. Dalla categoria dipendono i criteri di progettazione e la soglia di riciclato su scala che ti riguardano (art. 3, par. 1, punto 42; Allegato II, tabella 1).
| N. | Categoria | Esempio comune |
|---|---|---|
| 1 | Vetro | Vasetto, bottiglia di vino |
| 2 | Carta e cartone | Scatola, astuccio |
| 3 | Compositi a base carta, compresi cartoni per liquidi e tazze | Cartone del latte, bicchiere di carta |
| 4 | Acciaio, compresa la banda stagnata | Barattolo dei pelati |
| 5 | Alluminio rigido | Lattina |
| 6 | Alluminio semirigido e flessibile | Vaschetta, foglio di alluminio |
| 7 | PET rigido: bottiglie | Bottiglia d'acqua |
| 8 | PET rigido, non bottiglie | Vaschetta per frutta |
| 9 | PET flessibile | Film in PET |
| 10 | PE rigido | Flacone in HDPE |
| 11 | PE flessibile | Film estensibile |
| 12 | PP rigido | Vasetto in PP |
| 13 | PP flessibile | Film in PP |
| 14 | HDPE e PP rigidi: cassette e pallet | Cassetta per ortofrutta |
| 15 | PS e XPS rigidi | Vaschetta in polistirene |
| 16 | EPS rigido | Cassetta in polistirolo espanso |
| 17 | Altre plastiche rigide (PVC, PC), compresi i compositi | Blister in PVC |
| 18 | Altre plastiche flessibili, compresi i compositi | Busta multistrato del caffè |
| 19 | Plastica biodegradabile (PLA, PHB) | Vaschetta in PLA |
| 20 | Legno e sughero | Cassetta di legno |
| 21 | Prodotti tessili | Sacchetto in tessuto |
| 22 | Ceramica, porcellana o gres | Vasetto in ceramica |
Come leggere la tabella: parti dal materiale che pesa di più nella tua unità, poi guarda il formato. Gli esempi sono indicativi. La banda stagnata sta con l'acciaio (FAQ 2ª ed., sez. XIX, n. 4, non vincolante).
Attenzione ai compositi. Un imballaggio è composito se unisce materiali diversi che non si separano a mano. Non lo è se il materiale diverso è una parte insignificante, e comunque non oltre il 5 per cento della massa. Etichette, vernici, inchiostri, adesivi e laccature non si contano (art. 3, par. 1, punto 24).
Per la scatola di cartone con finestra il calcolo è nel caso della scatola con finestra e nastro; per vaschette e film sottovuoto, nel caso del caseificio e salumificio.
Tappo, etichetta, film: come si valuta un imballaggio fatto di più pezzi?
Si valuta l'unità di imballaggio, cioè l'insieme dei componenti che insieme svolgono la funzione di imballaggio (art. 3, par. 1, punto 45; art. 6, par. 9).
Il corpo principale è la parte che pesa di più (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 1, non vincolante). Il componente integrato non va tolto per usare il prodotto e di solito si butta con il corpo. Il componente separato va smontato del tutto e di solito si butta prima e a parte (art. 3, par. 1, punti 43 e 44).
Gli integrati si valutano con il corpo, tranne quelli che possono staccarsi durante trasporto o cernita. I separati si valutano ciascuno per conto suo. Nessun componente deve ostacolare il riciclo del corpo principale (art. 6, par. 9).
Nella bottiglia di ketchup, esempio della Commissione, la bottiglia è il corpo principale. Il film pelabile è separato; etichetta e chiusura, buttate con la bottiglia, sono integrate (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 1, non vincolante). I tappi a corona sono separati: vanno tolti del tutto per accedere al prodotto (FAQ 2ª ed., sez. II, n. 14, non vincolante).
Flacone e busta di ricarica sono analizzati nella guida alla ricarica detersivi PPWR. Dove buttare ogni pezzo lo dirà al consumatore l'etichetta di cernita dal 2028.
Quando diventano obbligatorie le classi? Le date dal 2028 al 2038
Dal 1° gennaio 2030, o 24 mesi dopo l'entrata in vigore degli atti delegati se più tardi. Poi arrivano il riciclato su scala dal 2035 e la classe B minima dal 2038 (art. 6, par. 2 e 3).
| Data | Cosa succede | Riferimento |
|---|---|---|
| 12 agosto 2026 | Obbligo generale di riciclabilità, con il regime ponte | art. 6, par. 1 |
| Entro il 1° gennaio 2028 | Atti delegati su criteri, classi e contributi EPR | art. 6, par. 4 |
| 1° gennaio 2030, o 24 mesi dopo gli atti delegati se più tardi | Progettazione per il riciclaggio obbligatoria; fuori mercato sotto la classe C | art. 6, par. 2 e 3 |
| 18 mesi dopo atti delegati e atti di esecuzione | Contributi EPR modulati sulla classe | art. 6, par. 8 |
| 1° gennaio 2035, o 5 anni dopo gli atti di esecuzione se più tardi | Riciclato su scala: 55 per cento, 30 per il legno | art. 6, par. 2, lett. b |
| 1° gennaio 2038 | Fuori mercato sotto la classe B | art. 6, par. 3 |
Come leggere la tabella: le date con "se più tardi" possono solo slittare in avanti; quella del 2038 è fissa. Per esempio, con atti delegati in vigore dal 1° luglio 2028, il divieto sotto la classe C partirebbe il 1° luglio 2030 (art. 6, par. 3).
Le scorte non vanno ritirate: conta ogni singola unità immessa, non il modello (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 8, non vincolante). Gli imballaggi per la vendita, però, si considerano immessi di regola quando vengono riempiti (C/2026/3084, sez. 5, non vincolante). Un vasetto vuoto comprato nel 2029 e riempito dopo la data deve già rispettare le classi.
Quali imballaggi sono esenti dalla riciclabilità?
Solo quelli dell'art. 6, par. 11, e l'elenco è tassativo. Nemmeno la mancanza di alternative riciclabili apre altre esenzioni (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 2, non vincolante).
L'art. 6 non si applica a (art. 6, par. 11):
- confezionamento primario dei medicinali (direttiva 2001/83/CE; reg. (UE) 2019/6) e loro imballaggio esterno, quando serve a preservarne la qualità;
- imballaggi sensibili al contatto, cioè destinati a prodotti con regole proprie, per dispositivi medici e diagnostici in vitro (reg. (UE) 2017/745 e 2017/746);
- imballaggi sensibili al contatto per formule per lattanti, alimenti per l'infanzia e alimenti a fini medici speciali (reg. (UE) n. 609/2013);
- imballaggi per il trasporto di merci pericolose (direttiva 2008/68/CE);
- imballaggi per la vendita in legno leggero, sughero, tessuto, gomma, ceramica, porcellana o cera.
L'esenzione per gli alimenti per l'infanzia è stretta: conta la definizione del regolamento, non basta un succo venduto "per bambini" (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 6, non vincolante). Ogni esenzione va provata nella documentazione tecnica (FAQ 2ª ed., sez. XV, n. 6, non vincolante). L'elenco sarà riesaminato entro il 1° gennaio 2035 (art. 6, par. 12).
Fuori elenco c'è solo la deroga per gli imballaggi innovativi, dal 1° gennaio 2030: materiali nuovi, funzioni molto migliori, vantaggi ambientali dimostrabili (art. 3, par. 1, punto 46). Vale fino a cinque anni dopo la fine dell'anno di immissione, con notifica preventiva all'autorità competente (art. 6, par. 10). Un restyling non basta (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 3, non vincolante).
Quanto peserà la classe sui contributi EPR?
Direttamente. Diciotto mesi dopo l'entrata in vigore degli atti delegati e degli atti di esecuzione, i contributi EPR saranno modulati in base alla classe (art. 6, par. 8).
EPR sta per responsabilità estesa del produttore: i produttori versano contributi finanziari per adempiere ai loro obblighi sui rifiuti di imballaggio (art. 45). Fino all'atto delegato ogni Stato membro può modulare i contributi con le proprie regole; dopo dovrà applicare un quadro comune (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 4, non vincolante). Il quadro armonizzerà i criteri, non gli importi (considerando 35).
Cosa fare adesso, passo per passo
Parti da una mappa dei tuoi imballaggi e controllala con i parametri della tabella 4 dell'Allegato II, la base dei futuri criteri: additivi; etichette, fascette, chiusure e piccoli componenti; adesivi; colori; materiali di composizione; barriere e rivestimenti; inchiostri e laccature; residui e svuotamento; disassemblaggio (Allegato II, tabella 4).
| Imballaggio | Corpo principale e categoria | Componenti da censire | Parametri da guardare |
|---|---|---|---|
| Vasetto di vetro con capsula | Vasetto in vetro (1) | Capsula in metallo, etichetta | Chiusure, etichette, adesivi |
| Busta di caffè multistrato | Busta in plastica con barriera (18, se composita) | Strati e barriera | Materiali di composizione, barriere, inchiostri |
| Scatola di cartone con finestra | Scatola in cartone (2) | Finestra in plastica, colla | Adesivi, disassemblaggio, peso della finestra |
| Flacone in HDPE con sleeve | Flacone in PE rigido (10) | Tappo, etichetta sleeve | Etichette, chiusure, colori, inchiostri |
Come leggere la tabella: ogni riga è un'unità di imballaggio; l'ultima colonna dice su cosa concentrare le domande ai fornitori.
- Elenca tutte le unità di imballaggio, con ogni componente e il suo peso: qualità e acquisti, in due o tre settimane.
- Assegna a ogni unità la categoria della tabella 1 e calcola la soglia del 5 per cento per i compositi.
- Qualifica ogni componente come integrato o separato e scrivi il motivo nel fascicolo tecnico (art. 6, par. 9).
- Segna i punti deboli con la tabella 4: multistrato, sleeve, chiusure, adesivi, inchiostri.
- Scrivi ai fornitori, che devono darti i dati per dimostrare la conformità (art. 16, par. 1): materiali, pesi, barriere, inchiostri, adesivi e prove EN 13430:2004, entro 30 giorni.
- Documenta nel fascicolo regime ponte ed esenzioni; a regime anche la classe, prima dell'immissione, che la vigilanza potrà controllare (FAQ 2ª ed., sez. XV, n. 12, non vincolante). Vedi la documentazione tecnica PPWR.
- Pianifica la riprogettazione: prima le unità a rischio sotto la C, poi quelle in C. I nuovi progetti puntano alla A o alla B.
- Prepara con sistemi collettivi e riciclatori le clausole sui dati del riciclo su scala. Dal 2035 passeranno per una catena di custodia, cioè documenti che seguono i rifiuti fino al riciclo (art. 6, par. 5, lett. b).
- Segui gli atti delegati e le scadenze PPWR, poi rifai i calcoli con il metodo definitivo.
Errori da evitare
- Aspettare gli atti delegati per iniziare: dalla loro entrata in vigore possono restare solo 24 mesi (art. 6, par. 3).
- Valutare solo il corpo: tappo, etichetta, film e finestra contano (art. 6, par. 9).
- Scrivere oggi una classe nella DoC: le classi non sono ancora applicabili e il metodo arriverà con gli atti delegati (art. 6, par. 4).
- Invocare un'esenzione "per mancanza di alternative": l'elenco è tassativo (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 2, non vincolante).
- Confondere il "tipo" della DoC con la categoria: il tipo è il formato o il lotto, non il materiale dell'Allegato II (FAQ 2ª ed., sez. XV, n. 2, non vincolante).
- Stampare "riciclabile" come vanto ambientale: è il minimo di legge (art. 14). Vedi gli imballaggi cosmetici e la scritta riciclabile.
Da ricordare
- Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi devono essere riciclabili (art. 6, par. 1); oggi lo provi con direttiva 94/62/CE ed EN 13430:2004.
- Riciclabile vuol dire progettato per il riciclaggio e riciclato su scala (art. 6, par. 2).
- Classe A dal 95 per cento, B dall'80, C dal 70 (Allegato II, tabella 3).
- Sotto la C fuori mercato dal 2030, o 24 mesi dopo gli atti delegati; sotto la B dal 2038 (art. 6, par. 3).
- Riciclato su scala dal 2035: 55 per cento, 30 per il legno, su base europea (art. 3, par. 1, punto 39).
- Esenzioni solo quelle dell'art. 6, par. 11; i contributi EPR si moduleranno sulla classe.
I termini tecnici sono spiegati nel glossario.
Domande frequenti
Cosa cambia per la riciclabilità degli imballaggi con il PPWR?
Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi immessi sul mercato devono essere riciclabili (art. 6, par. 1). Dal 2030, o 24 mesi dopo gli atti delegati se più tardi, si misura in classi A, B e C: sotto la C non si immette più (art. 6, par. 3).
Cosa sono le classi di riciclabilità A, B e C?
Sono i livelli di riciclabilità dell'unità di imballaggio, in percentuale del peso: A dal 95 per cento, B dall'80, C dal 70. Sotto il 70 per cento l'imballaggio è tecnicamente non riciclabile (Allegato II, tabella 3).
Oggi devo già calcolare la classe di riciclabilità dei miei imballaggi?
No. Fino agli atti delegati bastano la direttiva 94/62/CE e le norme collegate, come la EN 13430:2004, senza valutazione di conformità sulla riciclabilità (C/2026/3084, sez. 6, non vincolante).
Un imballaggio in classe C si potrà vendere dopo il 2038?
Dal 1° gennaio 2038 gli imballaggi sotto la classe B non si immettono più sul mercato (art. 6, par. 3). Le unità immesse prima possono restare in vendita: conta ogni singola unità, non il modello (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 8, non vincolante).
Quali imballaggi sono esenti dalla riciclabilità?
Solo quelli dell'art. 6, par. 11, un elenco tassativo: alcuni imballaggi di medicinali, dispositivi medici, diagnostici in vitro, alimenti per lattanti e a fini medici speciali, trasporto di merci pericolose. Poi gli imballaggi per la vendita in legno leggero, sughero, tessuto, gomma, ceramica, porcellana o cera.
Gli imballaggi esenti dalla riciclabilità sono esenti anche dai contributi EPR?
No (considerando 34). Per legno leggero, sughero, tessuto, gomma, ceramica, porcellana e cera la valutazione va fatta comunque, perché servirà a modulare i contributi (FAQ 2ª ed., sez. IV, n. 9, non vincolante).
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Fonti
- Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), art. 3, par. 1, punti 24), 37), 39), 40), 42), 43), 44), 45), 46) e 49); art. 6, par. 1, 2, 3, 4, 5, 8, 9, 10, 11 e 12; art. 14; art. 16, par. 1; art. 38; art. 45; Allegato II, tabelle 1, 3 e 4; Allegato VII; considerando (28), (31), (34) e (35). Permalink: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj
- Direttiva 94/62/CE e norma armonizzata EN 13430:2004 (regime ponte per la riciclabilità).
- Comunicazione della Commissione C/2026/3084 (GUUE 10 giugno 2026), sez. 5 e 6: interpretazione non vincolante.
- FAQ PPWR, 2ª edizione (agosto 2026; Ufficio delle pubblicazioni, 30 luglio 2026; ISBN 978-92-68-42316-5), sez. II, n. 14; sez. IV, nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9; sez. XV, nn. 2, 6 e 12; sez. XIX, n. 4: interpretazione non vincolante.
- Pagina della Commissione sull'attuazione del PPWR, voce Design for recycling (atti delegati attesi entro il 1° gennaio 2028), stato al 24 settembre 2026.