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Rimborso CONAI export: come funziona il modulo 6.6

Pallet di scatole con contributo CONAI che partono per l'export su nave e il rimborso che torna indietro con il modulo 6.6
Il contributo pagato sugli imballaggi esportati torna indietro con il modulo 6.6, entro il 28 febbraio 2027.

Il rimborso CONAI export è la restituzione del contributo ambientale che hai pagato sugli imballaggi poi venduti all'estero. Lo chiedi con il modulo 6.6, sul portale CONAI, entro l'ultimo giorno di febbraio dell'anno successivo. Per l'export 2026 la scadenza è il 28 febbraio 2027. Vale per imballaggi pieni o vuoti, se documenti i pesi e l'uscita dall'Italia e superi 200 euro per materiale.

Cos'è il rimborso CONAI export e a chi spetta?

Il rimborso spetta all'impresa consorziata CONAI che ha pagato il CAC su imballaggi poi esportati, pieni o vuoti, nell'anno solare.

Il contributo ambientale CONAI (CAC) è la somma che produttori e utilizzatori di imballaggi versano al sistema consortile italiano per finanziare raccolta e riciclo. Lo trovi in fattura quando compri imballaggi vuoti o materiali di imballaggio da un fornitore italiano. Se importi merci già imballate, lo dichiari tu a CONAI.

Nel 2025 le esenzioni per export sono valse 139,3 milioni di euro, in crescita del 26,6% sul 2024 (CONAI, Relazione sulla gestione 2025). Molte imprese però non chiedono nulla. Non sanno che il rimborso esiste, non hanno i pesi degli imballaggi, oppure arrivano tardi e perdono il 25% o tutto.

Per avere il rimborso devi rispettare tutte queste condizioni (Guida CONAI 2026, § 7.1; istruzioni del modulo 6.6):

  1. Sei consorziato CONAI e hai le credenziali del portale Dichiarazioni online.
  2. Hai pagato il CAC: esposto in fattura dal fornitore italiano, oppure dichiarato da te sull'import.
  3. Hai esportato gli imballaggi, pieni o vuoti, nell'anno solare: verso paesi fuori dall'Unione europea (UE) o verso altri Stati membri.
  4. Puoi documentare il peso per materiale e fascia degli imballaggi esportati e la prova dell'uscita dall'Italia.
  5. Il rimborso supera 200 euro per materiale: sotto questa soglia il materiale non viene rimborsato.
  6. Su quei materiali non hai già usato un'altra procedura di esenzione.

Non contano come export le vendite ai duty free e le provviste di bordo: restano soggette a CAC (Guida CONAI 2026, § 7.1).

Le altre tre strade per l'esenzione CONAI export

Il modulo 6.6 è la procedura "ex post", cioè dopo: paghi il CAC durante l'anno e chiedi il rimborso l'anno seguente. Esistono altre tre strade (Guida CONAI 2026, cap. 7):

  • Ex ante, modulo 6.5: comunichi ai fornitori una percentuale di esenzione (il plafond), calcolata sull'export dell'anno precedente, e non paghi il CAC su quella quota.
  • Compensazione, modulo 6.10: se importi ed esporti, compensi il CAC dovuto sull'import con quello da rimborsare sull'export, con dichiarazioni periodiche.
  • Esenzione totale, modulo 6.5 Fornitori Bis: per imballaggi destinati fin dall'acquisto interamente all'export.

Le procedure non si sommano sugli stessi materiali. Chi ha già usato il plafond o la compensazione non può chiedere il 6.6 per le stesse quantità. Il 6.6 è la scelta di chi non ha attivato nulla durante l'anno, oppure ha esportato più del previsto. Le sigle di tutte le procedure sono spiegate nel glossario del sito.

Quanto vale il rimborso CONAI export nel 2026?

Il rimborso vale le tonnellate di imballaggio esportato, per materiale e fascia, moltiplicate per il CAC che hai pagato in fattura.

La "fascia" è la classe di prezzo che CONAI assegna a ogni tipo di imballaggio dentro lo stesso materiale. Il modulo 6.6 chiede le quantità in tonnellate per materiale e fascia, distinte tra imballaggi primari (quelli a contatto con il prodotto, come la bottiglia) e secondari o terziari (il cartone da sei, il film del pallet), con l'elenco dei fornitori.

Queste sono le tariffe 2026 per tonnellata (Guida CONAI 2026):

MaterialeCAC 2026 (euro/t)
Acciaio5
Alluminio12
Carta, fasce 1 e 245
Carta, fascia 3.1 / 3.255 / 70
Carta, fascia 4 (poliaccoppiati a base carta)115
Carta, fascia 5.1 / 5.2110 / 155
Carta, fascia 6285
Legno10
Vetro40
Plastica A1.1 / A1.2 / A240 / 87 / 258
Plastica B1.1 / B1.2219 / 228
Plastica B2.1 / B2.2 / B2.3611 / 724 / 785
Plastica C790
Plastica a base biologica compostabile130 fino al 30 giugno 2026, 246 dal 1° luglio 2026

Leggi la tabella così: cerchi il materiale e la fascia del tuo imballaggio, prendi l'importo per tonnellata e lo moltiplichi per le tonnellate esportate.

Dal 1° ottobre 2026 le fasce plastica salgono: A1.1 51, A1.2 92, A2 264, B1.1 260, B1.2 304, B2.1 639, B2.2 856, B2.3 917, C 922 euro/t. Il rimborso segue il contributo che hai effettivamente pagato: sulle fatture di acquisto da ottobre a dicembre la plastica vale di più.

La fascia di ogni imballaggio in plastica è fissata dalle liste CONAI, non dal materiale in sé. Le fasce A raccolgono gli imballaggi del circuito commercio e industria, cioè in prevalenza secondari e terziari. Le fasce B e C raccolgono quelli del circuito domestico e gli altri. Qualche esempio dalle liste in vigore dal 1° gennaio 2026: il film per pallet (estensibile o termoretraibile), il film termoretraibile per fardellaggio e i sacchi industriali in polietilene (PE) sono in fascia A2. Pallet, casse e cassette industriali in plastica sono in fascia A1.1. Fusti e cisternette in polietilene ad alta densità (HDPE) sono in fascia A1.2. I flaconi in HDPE sono in B1.1, le bottiglie in PET in B1.2, le vaschette rigide in polipropilene (PP) in B2.1, le pellicole e i sacchetti flessibili in PE per il consumatore in B2.2. Nel dubbio guarda la fattura del fornitore, che riporta la fascia applicata.

Il lavoro vero non è la formula ma i pesi. Ti servono le schede tecniche o le distinte base (l'elenco dei componenti) delle referenze esportate: grammatura del vasetto, del tappo, dell'etichetta, del cartone, del film. Chi ha un gestionale con la distinta base dell'imballaggio chiude il calcolo in pochi giorni. Chi non ce l'ha ricostruisce i pesi da schede tecniche dei fornitori e pesature a campione, e scrive il metodo usato per i controlli.

Entro quando si presenta il modulo 6.6 CONAI?

Il modulo 6.6 per l'export 2026 va presentato entro il 28 febbraio 2027, ultimo giorno di febbraio dell'anno successivo.

La scadenza è la stessa ogni anno: l'ultimo giorno di febbraio per l'export dell'anno prima. Il ritardo costa caro. Con un rimborso di 28.128 euro, presentare il 15 marzo vuol dire incassare 21.096 euro. Presentare il 2 aprile vuol dire incassare zero.

I soldi non arrivano da CONAI in modo diretto. Li erogano i consorzi di filiera (uno per ogni materiale: carta, plastica, vetro e così via) con note di credito entro il 30 ottobre dell'anno di presentazione. Per l'export 2026, quindi, incassi entro il 30 ottobre 2027. Trovi questa e le altre date nel calendario delle scadenze.

Quali documenti servono e cosa controlla CONAI?

Servono le fatture di acquisto con il CAC, le prove di uscita della merce, i pesi degli imballaggi e un foglio di calcolo che lega tutto.

Ecco il fascicolo da tenere pronto:

  • Fatture di acquisto con il CAC esposto per materiale e fascia, e l'elenco dei fornitori che compare nel modulo.
  • Prove di esportazione fuori dalla UE: dichiarazione doganale con MRN (il numero di riferimento del movimento, che identifica la pratica in dogana) e visto uscire, fattura, documento di trasporto.
  • Prove di cessione dentro la UE: fattura, CMR (la lettera di vettura del trasporto su strada) firmato dal destinatario o altra prova dell'arrivo nell'altro Stato membro, elenchi Intrastat (le liste delle vendite verso altri paesi UE).
  • Pesi: schede tecniche dei fornitori, distinte base, verbali di pesatura a campione.
  • Dichiarazione IVA dell'anno, per il raccordo tra fatturato estero e volume d'affari.
  • Foglio di calcolo con il metodo: referenze, quantità esportate, peso unitario per componente, materiale e fascia, CAC applicato.

CONAI può verificare le richieste "in qualunque momento, quindi anche dopo l'erogazione", chiedendo documenti doganali, Intrastat, fatture e dichiarazione IVA, anche ai tuoi clienti e fornitori (Guida CONAI 2026, § 7.7). L'uso fraudolento delle procedure di esenzione è una violazione grave: sanzione pari al 50% delle somme, 150% se ripetuta, e perdita delle procedure semplificate per tre anni. Le altre infrazioni arrivano fino a 250.000 euro (Guida CONAI 2026, § 10.2). Una richiesta sovrastimata per errore non è frode, ma comporta la restituzione e un controllo più attento negli anni successivi.

Il fascicolo è la tua difesa: ogni tonnellata nel modulo deve risalire a una fattura di acquisto con CAC e a una prova di uscita.

Cos'è il modulo 6.6 bis e quando conviene?

Il modulo 6.6 bis è la versione semplificata del rimborso, senza pesi, per chi dichiara il CAC sull'import con il modulo 6.2 fino a 50.000 euro l'anno.

La soglia è stata raddoppiata da 25.000 a 50.000 euro con la circolare del 30 ottobre 2025 (Guida CONAI 2026, § 7.4). Il rimborso è pari al CAC dichiarato sull'import, moltiplicato per la quota del fatturato estero (il rigo VE delle operazioni che concorrono al plafond nella dichiarazione IVA) sul volume d'affari. Le condizioni: flussi di import ed export costanti nello stesso anno, materiali omogenei, tutti gli acquisti in Italia assoggettati a CAC. Il minimo è 300 euro. La scadenza è la stessa dell'ultimo giorno di febbraio, con la stessa riduzione al 75% per le tardive.

C'è anche una novità per i gruppi. Dal 1° gennaio 2026 il produttore può usare il 6.5 o il 6.6 anche per le esportazioni indirette della società commerciale del gruppo, che rinuncia al proprio diritto e attesta l'export. Le prime richieste si presentano nel 2027 (circolare CONAI del 30 ottobre 2025; Guida 2026, § 7.6). Se vendi all'estero tramite una consociata, verifica questa strada prima di febbraio.

Cosa fare adesso, passo per passo

  1. Verifica lo stato di consorziato e le credenziali del portale Dichiarazioni online (amministrazione, un giorno).
  2. Estrai le fatture di acquisto 2026 con il CAC esposto, per fornitore, materiale e fascia (contabilità, una settimana).
  3. Estrai le vendite estere 2026: fatture, dichiarazioni doganali con MRN, CMR firmati, elenchi Intrastat (ufficio export, una settimana).
  4. Ricava il peso degli imballaggi esportati per materiale e fascia, separando primari e secondari o terziari (qualità o acquisti, da una a tre settimane a seconda del gestionale).
  5. Riconcilia acquisti ed esportazioni: se esporti più imballaggio di quanto ne hai comprato con CAC, documenta le giacenze iniziali (amministrazione).
  6. Applica il CAC pagato a ciascuna riga ed escludi i materiali sotto 200 euro (amministrazione, un giorno).
  7. Compila il modulo 6.6 sul portale con l'elenco dei fornitori entro il 28 febbraio 2027 e salva la ricevuta (amministrazione, mezza giornata).
  8. Archivia il fascicolo: fatture, prove di uscita, schede peso, foglio di calcolo, ricevuta (amministrazione, conservalo per i controlli).
  9. Segui l'erogazione: i consorzi di filiera emettono le note di credito entro il 30 ottobre 2027 (contabilità).

Errori da evitare

  • Arrivare in ritardo: il 1° marzo costa il 25%, il 31 marzo costa tutto.
  • Contare imballaggi comprati senza CAC: fornitori in esenzione ex ante, fatture senza contributo esposto, imballaggi riutilizzabili o a noleggio con regime proprio.
  • Dimenticare i terziari: film, reggette, pallet e cartoni di trasporto pesano molto. Il film per pallet in PE vale 258 euro/t, 264 da ottobre 2026 (fascia A2).
  • Applicare il CAC sbagliato: la tariffa è quella addebitata in fattura, non quella in vigore alla data dell'export.
  • Vendere ex works senza prove di arrivo nell'altro Stato membro.
  • Ignorare la soglia di 200 euro per materiale: acciaio e alluminio in piccole quantità non rientrano.
  • Sommare procedure: 6.6 sugli stessi materiali già coperti da plafond 6.5 o da compensazione 6.10.
  • Non tenere il fascicolo: senza il raccordo tra fatture, pesi e prove di uscita, il controllo diventa un contenzioso.

Da ricordare

  • Il CAC pagato su imballaggi esportati si può chiedere indietro con il modulo 6.6, pieni o vuoti (Guida CONAI 2026, § 7.1).
  • Scadenza 28 febbraio 2027 per l'export 2026; entro il 30 marzo il 75%; oltre, niente.
  • Minimo 200 euro per materiale; la formula è tonnellate per materiale e fascia × CAC pagato.
  • CAC 2026: vetro 40, carta da 45 a 285, legno 10, acciaio 5, alluminio 12, plastica da 40 a 790 euro/t, e da 51 a 922 dal 1° ottobre 2026.
  • I pesi sono il vero lavoro: schede tecniche e distinte base per ogni referenza esportata.
  • Prove di uscita sempre: MRN per l'extra-UE, CMR firmato e Intrastat per l'intra-UE.
  • Controlli anche dopo il pagamento; frode sanzionata al 50% o 150% delle somme (Guida CONAI 2026, § 7.7 e § 10.2).
  • Il 6.6 bis vale per chi dichiara import fino a 50.000 euro di CAC: rimborso in quota di fatturato estero, minimo 300 euro.
  • Le procedure alternative (6.5, 6.10, 6.5 Fornitori Bis) non si sommano sugli stessi materiali.

Domande frequenti

Chi può chiedere il rimborso CONAI export con il modulo 6.6?
L'impresa consorziata CONAI che ha pagato il contributo ambientale (CAC) su imballaggi poi esportati, pieni o vuoti, e che documenta i pesi per materiale e l'uscita dall'Italia. Il rimborso spetta se supera 200 euro per materiale.

Qual è la scadenza del modulo 6.6 per l'export 2026?
Il 28 febbraio 2027, ultimo giorno di febbraio dell'anno successivo, sul portale Dichiarazioni online. Chi presenta entro i 30 giorni successivi riceve il 75% dell'importo. Oltre, il rimborso è perso.

Come si calcola il rimborso del contributo CONAI sulle esportazioni?
Tonnellate di imballaggio esportato per materiale e fascia, moltiplicate per il CAC pagato in fattura. Per la plastica il CAC 2026 cambia dal 1° ottobre: si applica quello che il fornitore ti ha addebitato.

Ho esportato nel 2025 e non ho chiesto niente: posso ancora?
No. Il termine per l'export 2025 era il 28 febbraio 2026, con la tardiva al 75% fino al 30 marzo 2026. Parti dall'export 2026 e presenta il modulo entro il 28 febbraio 2027.

Il mio fornitore non espone il CAC in fattura: perdo il rimborso?
Sul CAC non pagato non c'è rimborso. Se il fornitore applica un'esenzione ex ante, quelle quantità sono già esenti. Chiedigli di esporre il contributo nelle fatture 2027.

Vendo in Francia con resa ex works: conta come export?
Conta se provi l'arrivo in Francia: CMR firmato dal destinatario, elenchi Intrastat, fattura. Senza prova di arrivo, quella quota è a rischio in un controllo.

Cos'è il modulo 6.6 bis CONAI?
La procedura semplificata per chi dichiara il CAC sull'import con il modulo 6.2 fino a 50.000 euro l'anno. Il rimborso è pari al CAC dichiarato per la quota del fatturato estero sul volume d'affari, con un minimo di 300 euro.

Prossimo passo

Usa il calcolatore gratuito del rimborso CONAI: inserisci le tonnellate per materiale, oppure il fatturato export e il settore, e ottieni una forbice di rimborso con le tariffe 2026 prima e dopo il 1° ottobre. Se il valore stimato ti sembra interessante, chiedi la verifica del tuo caso: la pratica completa, dalla raccolta dei documenti alle note di credito, costa il 10% del rimborso ottenuto, solo a successo, minimo 1.000 euro, nessun anticipo.

Fonti

  • CONAI, Guida al Contributo Ambientale 2026 (aggiornamento a dicembre 2025), cap. 7 e § 10.2; istruzioni del modulo 6.6.
  • CONAI, circolari del 30 ottobre 2025 (delibere del CdA del 22 ottobre 2025): soglia del 6.6 bis a 50.000 euro; procedura di rimborso di gruppo dal 1° gennaio 2026.
  • CONAI, tariffe del contributo ambientale 2026 per materiale e fascia; delibera sull'aumento delle fasce plastica dal 1° ottobre 2026 (comunicazione del 28 maggio 2026).
  • CONAI, Liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive in vigore dal 1° gennaio 2026 (aggiornamento 1.2026).
  • CONAI, pagina "Esenzione dal CAC per export" (conai.org), consultata il 23 settembre 2026.
  • CONAI, Relazione sulla gestione e bilancio 2025 (approvata l'11 maggio 2026).
Scritto dalla Redazione Osservatorio Imballaggi. Aggiornato il 25/09/2026.