Recuperare il contributo CONAI: cos'è, chi può chiederlo e quanto vale
Recuperare il contributo CONAI vuol dire farti restituire il contributo ambientale che hai pagato sugli imballaggi poi usciti dall'Italia, pieni o vuoti. Può chiederlo l'impresa consorziata che lo ha pagato e che prova l'export. Su un singolo imballaggio vale pochi centesimi. Sui volumi di un'azienda che esporta diventa migliaia di euro l'anno, a volte decine di migliaia.
Cos'è il contributo CONAI e perché puoi recuperarlo?
Il contributo CONAI è una quota per ogni tonnellata di imballaggio, che torna indietro quando l'imballaggio lascia l'Italia.
CONAI è il consorzio a cui aderiscono le imprese che producono imballaggi e quelle che li usano per vendere i propri prodotti. Il CAC finanzia raccolta e riciclo degli imballaggi in Italia. Lo paghi quando compri imballaggi da un fornitore italiano, che lo addebita in fattura. Sulle merci già imballate che importi, invece, lo dichiari tu.
Un esempio. Compri 100.000 scatole di cartone ondulato da 400 grammi, cioè 40 tonnellate. Il cartone ondulato è in fascia 1 (la fascia è la classe di tariffa dentro ogni materiale) e paga 45 euro per tonnellata: in fattura trovi 1.800 euro di CAC. Se metà delle scatole parte per il Canada con i tuoi prodotti, 900 euro possono tornare a te. Il motivo è semplice: quelle scatole diventeranno rifiuto in Canada, non in Italia.
Le strade sono due. Prima, con l'esenzione: non paghi il contributo sulla parte che prevedi di esportare. Dopo, con il rimborso: paghi durante l'anno e chiedi indietro la parte uscita dall'Italia. Qui parliamo soprattutto della seconda. Le varianti sono spiegate nella guida al modulo 6.6, le sigle nel glossario del sito.
Le cifre non sono piccole. Nel 2025 il CAC dichiarato è stato di 1.339,1 milioni di euro e le esenzioni per export di 139,3 milioni: circa un euro su dieci (CONAI, Relazione sulla gestione 2025). Eppure molte imprese non chiedono nulla, perché non sanno che il rimborso esiste.
Chi può chiedere il rimborso del contributo CONAI?
Può chiederlo l'impresa consorziata CONAI che ha pagato il contributo su imballaggi poi esportati e che è in grado di provarlo.
Consorziata vuol dire iscritta a CONAI. Nel 2025 i consorziati erano 628.414, e 620.873 erano utilizzatori, cioè aziende che usano imballaggi per i propri prodotti (CONAI, Relazione sulla gestione 2025). Il rimborso riguarda soprattutto loro, ma vale anche per alcuni commercianti e produttori che esportano imballaggi vuoti (Guida CONAI 2026, § 7.1).
Le condizioni sono sei (Guida CONAI 2026, § 7.1; istruzioni del modulo 6.6):
- Sei consorziato CONAI e in regola.
- Hai pagato il CAC: in fattura, o dichiarandolo tu sulle merci importate.
- Gli imballaggi sono usciti dall'Italia nell'anno, pieni o vuoti.
- Puoi dimostrare quanto pesavano, materiale per materiale, e che sono usciti.
- Per ogni materiale il rimborso supera 200 euro.
- Su quegli imballaggi non hai già usato un'altra esenzione.
La domanda si fa una volta l'anno con il modulo 6.6, sul portale di CONAI, entro l'ultimo giorno di febbraio dell'anno dopo: per l'export 2026, entro il 28 febbraio 2027.
Chi la presenta, materialmente? La domanda è sempre dell'impresa consorziata, che la invia dal proprio profilo sul portale CONAI (Guida CONAI 2026, § 7.1; istruzioni del modulo 6.6). Ciò che dichiara resta sotto la sua responsabilità. Raccolta dei dati, calcoli e compilazione puoi affidarli a un consulente con una delega scritta: prima dell'invio, il contenuto lo approvi tu.
Se importi merci imballate. Se dichiari il CAC sull'import con la procedura semplificata (modulo 6.2) fino a 50.000 euro l'anno, puoi usare il modulo 6.6 bis. Il rimborso è il CAC dichiarato per la quota di fatturato estero sul volume d'affari (in pratica, il fatturato totale), con un minimo di 300 euro (Guida CONAI 2026, § 7.4).
Se esporti tramite il gruppo. Dal 1° gennaio 2026 il produttore può chiedere il rimborso anche sull'export della società commerciale del gruppo, che rinuncia al proprio diritto e attesta l'export. Le prime richieste si presentano nel 2027 (circolare CONAI del 30 ottobre 2025; Guida CONAI 2026, § 7.6).
A chi si applica: quali imballaggi e quali vendite contano?
Si applica a tutti gli imballaggi con CAC pagato che hai portato fuori dall'Italia, di qualunque materiale, pieni o vuoti.
Contano acciaio, alluminio, carta, legno, plastica (anche compostabile) e vetro. Conta il primario, a contatto con il prodotto: la bottiglia, la vaschetta. Conta il secondario, che raggruppa più pezzi: il cartone da sei. Conta il terziario, che serve al trasporto: pallet, film, reggette.
Contano le vendite fuori dall'Unione europea (UE) e quelle verso altri Stati membri: per CONAI conta l'uscita dall'Italia, non la dogana. Dentro la UE, però, devi poter provare l'arrivo nell'altro paese (Guida CONAI 2026, § 7.1 e § 7.7). Rientrano anche gli imballaggi con CAC che hai rivenduto in esenzione, cioè senza contributo, a clienti esportatori (Guida CONAI 2026, § 7.1).
| Caso concreto | Rientra? | Perché |
|---|---|---|
| Vino in bottiglia venduto negli Stati Uniti | Sì | Imballaggi pieni esportati |
| Spedizione in Germania, con prova dell'arrivo | Sì | Vendita in un altro Stato UE provata |
| Scatole vuote vendute a un cliente svizzero | Sì | Valgono anche gli imballaggi vuoti |
| Merci importate con CAC dichiarato da te, poi vendute all'estero | Sì | Il contributo l'hai pagato tu |
| Vendite a duty free (negozi esenti da imposte di porti e aeroporti) e provviste di bordo (forniture per navi e aerei) | Di regola no | Restano soggette al CAC |
| Flaconi comprati senza CAC grazie alla tua esenzione | No | Non hai pagato nulla |
| Pallet e casse a noleggio | A parte | Seguono le regole dei casi particolari |
| Vendita in Francia franco fabbrica (il cliente ritira in Italia), senza prova dell'arrivo | A rischio | L'uscita non è dimostrata |
Leggi la tabella così: trova il caso più vicino al tuo. "Sì" entra nel conto; "a rischio" entra solo con la prova dell'arrivo; "a parte" va valutato caso per caso.
Il rimborso pesa di più dove l'imballaggio pesa molto, o è in plastica, rispetto al valore della merce: acqua e bibite in PET (polietilene tereftalato), freschi in vaschetta, vino, conserve. Pesa poco dove un chilo di imballaggio accompagna merce di valore: meccanica, moda, farmaci.
Quanto contributo CONAI puoi recuperare?
Puoi recuperare le tonnellate di imballaggio uscite dall'Italia, moltiplicate per la tariffa CAC del loro materiale e della loro fascia.
In pratica: chili esportati, divisi per mille, per gli euro alla tonnellata. Vale la tariffa che il fornitore ti ha addebitato in fattura, non quella del giorno della spedizione. Per la plastica fa differenza, perché dal 1° ottobre 2026 le tariffe sono salite.
| Materiale | Esempi | CAC 2026 (euro/t) | Dal 1° ottobre 2026 (euro/t) |
|---|---|---|---|
| Acciaio | capsule, latte | 5 | 5 |
| Alluminio | lattine | 12 | 12 |
| Legno | pallet, casse | 10 | 10 |
| Vetro | bottiglie, vasetti | 40 | 40 |
| Carta, fasce 1 e 2 | cartone ondulato, astucci | 45 | 45 |
| Carta, fasce da 3.1 a 6 | compositi a base carta, cartoni per latte | da 55 a 285 | invariata |
| Plastica A1.1 | pallet e casse in plastica | 40 | 51 |
| Plastica A2 | film per pallet e per fardelli | 258 | 264 |
| Plastica B1.1 | flaconi in HDPE (polietilene ad alta densità) | 219 | 260 |
| Plastica B1.2 | bottiglie in PET | 228 | 304 |
| Plastica B2.1 | vaschette rigide in PP (polipropilene) | 611 | 639 |
| Plastica B2.2 | pellicole e sacchetti flessibili | 724 | 856 |
Leggi la tabella così: trovi il materiale, prendi la tariffa del periodo in cui lo hai comprato e la moltiplichi per le tonnellate esportate (Guida CONAI 2026; comunicazione CONAI del 28 maggio 2026). Le altre fasce della plastica vanno da 87 a 790 euro/t, da 92 a 922 dal 1° ottobre. La fascia la fissano le liste CONAI e la trovi nella fattura del fornitore.
Quanto vale un singolo imballaggio?
Da meno di un centesimo a qualche decina di centesimi. Una bottiglia da 430 grammi pesa 0,00043 tonnellate: per 40 euro fa 0,0172 euro, cioè 1,7 centesimi. Sei esempi, con pesi scelti solo per fare il conto:
- Bottiglia di vino in vetro, 430 grammi: 1,7 centesimi.
- Bottiglia d'acqua in PET, 30 grammi: 0,7 centesimi, 0,9 se comprata da ottobre 2026.
- Cartone ondulato da sei bottiglie, 400 grammi: 1,8 centesimi.
- Vaschetta rigida in PP, 20 grammi: 1,2 centesimi, 1,3 da ottobre.
- Film estensibile per un pallet, 300 grammi: 7,7 centesimi, 7,9 da ottobre.
- Pallet in legno, 25 chili: 25 centesimi, se è tuo e non a noleggio.
Perché conta il volume?
Pochi centesimi a pezzo diventano migliaia di euro sui volumi di un esportatore. Un milione di bottiglie di vino da 430 grammi vale 17.200 euro, solo di vetro. Un milione di bottiglie in PET da 30 grammi vale 6.840 euro con la tariffa fino a settembre, 9.120 con quella da ottobre. Vale anche il contrario: il film di 2.000 pallet vale 154,80 euro e, se è l'unica plastica che esporti, resta sotto la soglia di 200 euro.
Quanto vale il rimborso CONAI nel tuo settore?
Se non conosci i pesi, parti dal fatturato export: moltiplicato per un coefficiente di settore, ti dà una forbice di massima.
Non esiste un dato pubblico sul rimborso medio per azienda. La Redazione ha quindi costruito una stima di massima: pesi tipici degli imballaggi di ogni settore, per le tariffe CAC 2026, per la quota di imballaggi che di solito si compra in Italia con il CAC in fattura. L'errore può arrivare al 50% in più o in meno. Sono gli stessi coefficienti del calcolatore del rimborso CONAI.
| Settore | Rimborso stimato sul fatturato export |
|---|---|
| Acqua e bibite in PET | da 1,5% a 3,5% |
| Alimentare fresco, formaggi, salumi | da 0,30% a 0,90% |
| Vino e spirits in vetro | da 0,25% a 0,80% |
| Alimentare secco, conserve | da 0,15% a 0,50% |
| Cosmetica | da 0,10% a 0,40% |
| Chimica e detergenza | da 0,10% a 0,40% |
| Arredo | da 0,10% a 0,40% |
| Farmaceutico | da 0,02% a 0,15% |
| Vendite online ai consumatori di altri paesi UE | da 0,03% a 0,15% |
| Trasformatori di plastica | da 0,03% a 0,10% |
| Tessile e abbigliamento | da 0,02% a 0,10% |
| Meccanica e beni strumentali | da 0,005% a 0,05% |
Leggi la tabella così: lo 0,15% vuol dire 150 euro ogni 100.000 euro di export. Moltiplica il tuo fatturato export per i due valori della tua riga e ottieni la stima bassa e quella alta. Se una parte degli imballaggi la compri all'estero senza CAC, riduci la stima in proporzione.
Un riscontro viene da CONAI stesso. Sulle merci imballate importate ammette un calcolo forfettario del contributo sul valore d'acquisto: 0,19% per i prodotti alimentari, 0,10% per gli altri (Guida CONAI 2026, § 5.1.2). È solo un ordine di grandezza: il rimborso si calcola sempre sui pesi.
Con i pesi veri la forbice si stringe. Se la cantina esporta 2.250.000 bottiglie da 430 grammi in cartoni da sei da 400 grammi, il vetro vale 38.700 euro, il cartone 6.750 e il film dei pallet circa 290. In tutto circa 45.700 euro, vicino al valore centrale.
Cosa riduce o azzera il rimborso CONAI?
Il rimborso si riduce o sparisce quando il contributo non l'hai pagato, quando un materiale resta sotto soglia, quando l'uscita non è provata o quando la domanda arriva tardi.
- La soglia dei 200 euro. Il rimborso spetta solo sopra 200 euro per materiale. Una cantina che esporta 3 tonnellate di capsule in alluminio matura 36 euro: su quel materiale non torna nulla (Guida CONAI 2026, § 7.1).
- Il CAC non pagato. Se hai comprato in esenzione, o la fattura non espone il contributo, non c'è nulla da restituire. La sola dicitura "contributo ambientale CONAI assolto", senza importo, non basta, salvo un prospetto del fornitore con il contributo per materiale (istruzioni del modulo 6.6).
- Più di quanto hai comprato. Le quantità chieste non possono superare quelle acquistate con il CAC (istruzioni del modulo 6.6).
- Un'altra esenzione sugli stessi materiali. Con il plafond (la quota di acquisti che i fornitori ti fatturano senza CAC) o con la compensazione tra import ed export, il rimborso su quei materiali non si somma (Guida CONAI 2026, § 7.2 e § 7.3).
- Noleggio, duty free, provviste di bordo. Gli imballaggi a noleggio seguono regole proprie; le vendite a duty free e le provviste di bordo restano, di regola, soggette al contributo (Guida CONAI 2026, § 7.1 e cap. 8).
- Vendite UE senza prova dell'arrivo. Se il cliente ritira in Italia e non sai dimostrare l'arrivo, quella quota è a rischio. CONAI può controllare anche dopo aver pagato (Guida CONAI 2026, § 7.7).
- Il ritardo. Entro 30 giorni dalla scadenza la domanda vale il 75%; dopo, zero.
Quando conviene recuperare il contributo CONAI?
Conviene quando il valore stimato ripaga il tempo per ricostruire pesi e prove: quasi sempre, sopra qualche migliaio di euro.
Il costo vero è in ore di lavoro, non in euro. Se i pesi degli imballaggi sono già nel gestionale bastano pochi giorni; se vanno ricostruiti, qualche settimana. I pesi ricostruiti una volta valgono anche negli anni dopo, finché non cambi imballaggi.
- Qualche centinaio di euro. Una sartoria che esporta per 500.000 euro stima da 100 a 500 euro, divisi tra cartone e plastica. Spesso nessun materiale supera i 200 euro: non conviene.
- Da 1.000 a 5.000 euro. Conviene se i dati ci sono già.
- Oltre 5.000 euro. È il caso del pastificio e della cantina degli esempi: conviene quasi sempre, e ogni anno. Qui ha senso affidare il lavoro a chi lo fa di mestiere.
Il rimborso lo erogano i consorzi di filiera, uno per ogni materiale, con note di credito: per l'export 2026, entro il 30 ottobre 2027. Questa e le altre date sono nel calendario delle scadenze.
Cosa fare adesso, passo per passo
- Verifica che la tua azienda sia consorziata CONAI e in regola (amministrazione, dieci minuti).
- Guarda tre fatture recenti di imballaggi e cerca la riga CAC con l'importo per materiale (acquisti, mezz'ora).
- Chiedi all'ufficio export quanta parte del fatturato 2026 va fuori dall'Italia e con quali imballaggi viaggia: vetro, cartone, plastica, legno (un'ora).
- Usa il calcolatore con il fatturato export e il settore, oppure con le tonnellate per materiale se le conosci (due minuti).
- Segna in agenda il 28 febbraio 2027 e una scadenza interna a gennaio (amministrazione, subito).
- Chiedi la verifica del caso se la stima supera qualche migliaio di euro (dieci minuti).
Errori da evitare
- Pensare che valga solo fuori dalla UE. Contano anche le vendite in Germania o in Francia, se provi l'arrivo.
- Dimenticare gli imballaggi di trasporto. Film, pallet e cartoni esterni pesano: il film per pallet vale 258 euro/t, 264 da ottobre 2026.
- Guardare il centesimo e non il volume. Una bottiglia di vino vale 1,7 centesimi, un milione di bottiglie 17.200 euro.
- Contare imballaggi senza CAC. Acquisti in esenzione, fatture senza contributo e imballaggi a noleggio non rientrano.
- Scambiare la stima per il rimborso. La stima dal fatturato può sbagliare del 50%: il numero vero lo danno i pesi.
- Dare per perso l'import. Il CAC che dichiari tu sulle merci importate si può recuperare, anche con il 6.6 bis.
- Aspettare febbraio. Un giorno di ritardo costa il 25%; dal 31 marzo 2027 costa tutto.
Da ricordare
- Il CAC pagato su imballaggi usciti dall'Italia, pieni o vuoti, si può recuperare.
- Lo chiede l'impresa consorziata che l'ha pagato; un consulente può prepararle la pratica.
- Contano tutti i materiali e tutti i livelli: primario, secondario, terziario.
- Contano l'export fuori dalla UE e le vendite in altri Stati UE con prova dell'arrivo.
- Il conto: tonnellate esportate per la tariffa pagata in fattura, più alta per la plastica dal 1° ottobre 2026.
- Minimo 200 euro per materiale.
- Stima di massima: da 5 a 3.500 euro ogni 100.000 euro di export, secondo il settore.
- Scadenza 28 febbraio 2027; entro il 30 marzo il 75%; poi niente.
Domande frequenti
Si può recuperare il contributo CONAI sugli imballaggi esportati?
Sì. Il contributo ambientale pagato su imballaggi poi usciti dall'Italia, pieni o vuoti, torna all'impresa consorziata che lo chiede entro l'ultimo giorno di febbraio dell'anno dopo. Servono i pesi per materiale e la prova dell'uscita.
Chi può chiedere il rimborso del contributo CONAI?
L'impresa consorziata CONAI che ha pagato il CAC, in fattura o sull'import, su imballaggi poi esportati o venduti in altri Stati UE. La domanda resta sua anche quando la prepara un consulente con una delega.
Quanto vale il rimborso CONAI per un'azienda che esporta?
Tonnellate esportate per tariffa del materiale: 40 euro/t il vetro, 45 il cartone, da 40 a 790 la plastica (da 51 a 922 dal 1° ottobre 2026). Come stima di massima, da 5 a 3.500 euro ogni 100.000 euro di export, secondo il settore.
Il rimborso CONAI vale anche per le vendite in altri paesi UE?
Sì: per CONAI conta l'uscita dall'Italia, non la dogana. Devi però poter provare che la merce è arrivata nell'altro paese; senza prova, quella quota è a rischio in un controllo.
Posso recuperare il contributo CONAI sulle merci che importo?
Sì, se il CAC su quelle merci l'hai dichiarato tu e poi le vendi all'estero. Se lo dichiari con la procedura semplificata fino a 50.000 euro l'anno, usi il modulo 6.6 bis: rimborso in proporzione al fatturato estero, minimo 300 euro.
Conviene chiedere il rimborso CONAI se esporto poco?
Dipende dai materiali, perché ognuno deve superare 200 euro. Sotto qualche centinaio di euro in tutto spesso non conviene; sopra qualche migliaio conviene quasi sempre. Il calcolatore ti dà una forbice in due minuti.
Quando arrivano i soldi del rimborso CONAI?
Li erogano i consorzi di filiera, uno per materiale, con note di credito entro il 30 ottobre dell'anno in cui presenti la domanda. Per l'export 2026, entro il 30 ottobre 2027.
Prossimo passo
Parti dal calcolatore gratuito del rimborso CONAI: inserisci il fatturato export e il settore, oppure le tonnellate per materiale, e in due minuti hai una forbice di rimborso con le tariffe 2026. Se la cifra ti interessa, chiedi la verifica del tuo caso. Se poi ci affidi la pratica, paghi il 10% del rimborso ottenuto, solo a successo, con un minimo di 1.000 euro e nessun anticipo.
Fonti
- CONAI, Guida al Contributo Ambientale 2026 (aggiornamento a dicembre 2025), § 5.1.2, cap. 7 (§ 7.1, § 7.2, § 7.3, § 7.4, § 7.6, § 7.7) e cap. 8; istruzioni del modulo 6.6.
- CONAI, circolari del 30 ottobre 2025: soglia del modulo 6.6 bis a 50.000 euro; procedura di rimborso di gruppo per l'export dal 1° gennaio 2026.
- CONAI, tariffe del contributo ambientale 2026 per materiale e fascia; aumento delle fasce plastica dal 1° ottobre 2026 (comunicazione del 28 maggio 2026).
- CONAI, Liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive in vigore dal 1° gennaio 2026 (aggiornamento 1.2026).
- CONAI, Relazione sulla gestione e bilancio 2025 (approvata l'11 maggio 2026).
- CONAI, pagina "Esenzione dal CAC per export" (conai.org), consultata il 23 settembre 2026.
- Redazione Osservatorio Imballaggi, stima di massima del rimborso per settore, la stessa del calcolatore del sito (incertezza fino al 50% in più o in meno).